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Villa Dosi

Villa Dosi

Pontremoli: villa Dosi
Pontremoli: villa Dosi

Per anni non è stata visitabile contribuendo ad alimentare una curiosità che oggi può essere facilmente appagata.

Infatti, Villa Dosi, entrata a far parte del circuito dei castelli del ducato, www.castellidelducato.it è adesso aperta al pubblico che sempre più numeroso chiede di visitarla.

Il periodo che meglio si presta ad apprezzare Villa Dosi ma anche l’ambiente circostante è quello compreso fra Aprile e Settembre.

Ancor meglio se la visita avviene con l’accompagnamento di Farfalle in cammino.

Un gruppo di giovani e capaci guide locali in grado di arricchire questa esperienza, con contestualizzazioni storiche e approfondimenti in merito alle molte opere d’arte contenute in questo edificio.

La visita inizia già imboccando il percorso che conduce a Villa Dosi.

Pontremoli: ponte della cresa
Pontremoli: ponte della cresa

Usciti dal centro storico, ci si trova ad attraversare il torrente Verde, passando sul ponte della Cresa.

Un manufatto in pietra quattrocentesco, caratterizzato da arcate a tutto sesto.

Pontremoli: viale dei Chiosi
Pontremoli: viale dei Chiosi

Al suo termine, svoltando a destra ci si immette nel viale dei Chiosi.

Una passeggiata durante la quale si alternano prati e terreni coltivati, che conduce ad un piccolo ma affascinante ponte

Pontremoli: ponte dei chios
Pontremoli: ponte dei chios

Quello che Skyliner, un noto sito di turismo online, ha inserito in un elenco comprendente i ponti più belli d’Italia.

Oltrepassato il ponte inizia un viale in fondo al quale appare l’imponente sagoma di villa Dosi Delfini.

Varcato il cancello si entra nel bel giardino antistante l’edificio arricchito da alcuni cedri del libano pluricentenari.

Da lì, una imponente doppia scala scala, conduce al piano nobile della villa: un salone principale circondato da dieci stanze.

Villa Dosi: il salone
Villa Dosi: il salone

Le camere da letto ma anche la sala dei ritratti, il salotto ottocentesco, il salotto rosso, la sala da biliardo, la biblioteca, la cappella privata di famiglia e la sala da pranzo dalla quale si può accedere all’esterno per una passeggiata nei suggestivi giardini terrazzati.

Il piano superiore poi può essere raggiunto attraverso una scala a chiocciola interamente decorata che offre la possibilità di dominare il salone dall’alto oppure di salire sul belvedere.

E’ difficile descrivere le sensazioni che si provano entrando in questa villa: emozione, stupore, ma soprattutto piacere.

Un piacere che nasce dalla bellezza diffusa, avvolgente, presente ovunque l’occhio decida di posarsi.

Villa Dosi: affreschi
Villa Dosi: affreschi

Nell’osservare, peraltro, si intuisce immediatamente l’agiatezza riservata agli appartenenti a questa aristocrazia mercantile che si era stabilita a Pontremoli in quel periodo.

Il più esaltante per la città.

Ma cosa aveva indotto molti mercanti intraprendenti a stabilire a Pontremoli la propria residenza fra la fine del ‘600 ed il ‘700?

Il clima?

L’ambiente?

Il buon cibo?

Niente di tutto questo. Un motivo più prosaico ma ancor oggi attuale: i benefici fiscali.

Infatti, i Fiorentini, allora Granducato di Toscana, che tanto avevano fatto per conquistare il porto di Livorno, per favorirne l’affermazione, lo dichiararono zona franca.

Da questa condizione, a sua volta, trasse vantaggi non banali Pontremoli, base ideale per chiunque ambisse a gestisce i traffici fra lo stesso porto ed il nord italia.

I Dosi sono l’emblema di questo tipo di mercanti.

Trasferitisi da Pavia, avevano rapidamente accumulato una fortuna.

Malgrado ciò, in un ambiente ancora intriso di valori nobiliari, la ricchezza di per se non faceva status.

Necessitava, di un aspetto nobilitante.

Il più consueto, all’epoca, era quello di farsi promotori di un mecenatismo in grado di oscurare le origini di tanta opulenza.

Sollecitata da questa consapevolezza la famiglia Dosi non esitò ad impegnarsi nella realizzazione di questa sontuosa villa e ad accumulare al suo interno arredi, quadri e opere d’arte, in misura copiosa.

Per la decorazione degli interni si affidarono a più di un artista ma tutti scelti fra quelli che allora godevano di riconosciuta fama.

A Francesco Natali, uno dei massimi esponenti del barocco Pontremolese, maestro nei  trompe l’oeil e negli sfondamenti prospettici , affidarono le quadrature.

Mentre non lesinarono risorse per ingaggiare Alessandro Gherardini che, diventato famoso a Firenze, era conteso e decantatato dai mercanti fiorentini con i quali i Dosi, erano sovente a contatto per i loro commerci.

Del resto non ebbero a pentirsi della scelta fatta.

Infatti furono tanto soddisfatti di quanto l’artista aveva realizzato sulle loro pareti che commissionarono allo stesso una pala ancor oggi esposta all’interno dell’oratorio di Nostra Donna.

Ovviamente se ne  accollarono anche il costo, probabilmente in cambio di qualche indulgenza che deve essere apparsa loro indispensabile.

Villa Dosi: visitatori in giardino
Villa Dosi: visitatori in giardino