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Teatro Regio

Il teatro Regio di Parma

Il teatro regio di Parma è, forse, meno noto al grande pubblico, rispetto alla Scala di Milano o alla Fenice di Venezia.

Teatro regio di Parma: l'interno
Teatro regio di Parma: l’interno

E’ invece tenuto in grande considerazione dagli appassionati di opera, quale luogo simbolo di una grande tradizione: qualla appunto dell’operistica italiana.

Ed a valorizzare questo aspetto sul suo territorio fu, come del resto avvenne anche in altri ambiti, la grande sensibilità di Maria Luigia.

A quel tempo il teatro cittadino era il teatro Farnese, sicuramente inadeguato per una città che aveva dato i natali a Verdi e Toscanini.

Maria Luigia acquisì quindi un terreno che in passato era stato del Monastero di S. Alessandro e, su di esso, dal 1821 al 1829 fece costruire il nuovo teatro ducale con una capienza di ben 1800 posti.

Nello stesso tempo, come tutti i governanti sono usi fare, siano essi monarchi, dittatori, o rappresentanti di più o meno compiute democrazie, fece in modo da ricavarsi anche un piccolo privilegio: quello di poter raggiungere direttamente dal palazzo ducale la sala del ridotto, ove era collocato il suo trono.

L’onore dell’inaugurazione fu concesso a Vincenzo Bellini che, il 16 maggio 1829, mise in scena un’opera appositamente scritta per l’evento: Zaira.

Ma forse l’arte ha necessità di esprimersi quando sopraggiunge l’ispirazione.

Non in base ad una scadenza. Ad una inaugurazione.

Sia come sia…Zaira fu un fiasco!

Affiche de La Zaira di Bellini
Affiche de La Zaira di Bellini

Ma non per questo il teatro ebbe a soffrirne. Anzi anche il successore di Maria Luigia se ne prese cura, apportando ammodernamenti.

Fra questi l’installazione di un monumentale lampadario, tuttora presente, che, pesante più di una tonnellata, fu commissionato ad una ditta Parigina.

teatro-regio-parma: la-facciata
teatro-regio-parma: la-facciata

La facciata del teatro è realizzata in stile neoclassico e presenta una divisione orizzontale che ne simula quattro piani.

Nel primo, una serie di dieci colonne ioniche reggono il portico architravato.

Il secondo invece contiene cinque finestre sovrastate da timpani triangolari.

Il terzo è caratterizzato da un finestrone centrale verso il quale da ambo i lati convergono due figure femminili portatrici di gloria, mentre sul quarto, l’ultimo campeggia un timpano contenente una lira e due antiche maschere.

All’interno, il foyer contiene due file di quattro colonne che ne dividono simmetricamente la forma quadrata sostenendo nel contempo il soffitto ligneo.

In sua corrispondenza, al piano soprastante è collocato il ridotto raggiungibile attraverso una scala collocata a sinistra.

Dal foyer attraverso passaggi laterali possono essere raggiunti i palchetti, che sono centodieci, mentre dal centro si entra nella platea elittica, decorata in bianco e oro da Girolamo Magnani nel 1853.

A vegliare sull’insieme ci sono le immagini dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi: Euripide, Plauto, Aristofane, Seneca, Metastasio, Goldoni ed Alfieri che Giovan Battista Borghesi ha riprodotto sul soffitto mentre utilizzò il sipario per

Sipario del teatro regio di Parma
Sipario del teatro regio di Parma

un esercizio di captatio benevolentiae (detto in parole povere: un’arruffianata) nei confronti di Maria Luigia.

Quest’ultima infatti nell’allegoria “il ritratto della Sapienza” presta il suo volto alla figura centrale, Minerva.

Molti sono stati gli artisti internazionali che si sono esibiti nel Teatro Regio di Parma. Da Josè Carreraras a Rudol’f Nureev. Per non parlare poi di quelli italiani fra i quali, solo per citarne alcuni, possiamo annoverare:

Riccardo Muti, Carlo Abbado, Maria Callas, Katia Ricciarelli, Renata Tebaldi, Mario Del Monaco, Luciano Pavarotti, Carla Fracci.

Possiamo quindi dire che il teatro regio di Parma con la sua acustica perfetta e la sua bellezza è luogo ideale per esaltare la bravura degli artisti che, lì, si esibiscono.

Mappa di Parma: il teatro
Mappa di Parma: il teatro