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Parma-Pontremoli: una relazione millenaria

Parma e Pontremoli distano fra di loro, 80 km di bellezze naturali e bontà enogastonomiche!

Pontremoli: Parma: una breve distanza e tante relazioni intrecciate
Pontremoli: Parma: una breve distanza e tante relazioni intrecciate

Collocate sui due versanti opposti dell’appennino Tosco Emiliano, hanno condiviso molti modi di vivere e questa breve distanza non è mai stata di ostacolo all’intreccio di relazioni foriere di apportare reciproci benefici ad entrambe le comunità: a quella di Pontremoli ma anche a quella di Parma.

Ne troviamo ampia testimonianza negli eventi storici ma non solo. Anche nelle influenze artistiche, nel cibo, nelle relazioni commerciali.

Già in epoca romana Parma e Pontremoli erano

Strada del monte Valoria: ritrovamenti di reperti romani
Strada del monte Valoria: ritrovamenti di reperti romani

collegate attraverso la direttrice che scendendo dalla sella del Monte Valoria seguiva poi il corso del Magra, rappresentando quello che all’epoca era il principale asse viario fra nord e centro Italia.

In seguito, anche l’introduzione delle prime manifatture ha visto Parma e Pontremoli, legate da relazioni produttive.

Oggi, realtà simili verrebbero identificate come nodi appartenenti ad un unico distretto: nello specifico, quello delle stoffe.

Infatti a Pontremoli si lavoravano e si commerciavano, anche esportandole in Lombardia, stoffe la cui produzione era stata appresa a Parma, dove questo tipo di tessitura era praticata già agli inizi del 1200.

Vecchio telaio in legno utilizzato da tessitori Parmigiani e Pontremolesi
Vecchio telaio in legno utilizzato da tessitori Parmigiani e Pontremolesi

A tal proposito basterà ricordare che negli statuti di Pontremoli è espressamente riportato che “Il pignolato (un tessuto dell’epoca) deve essere tessuto e tinto secondo l’uso di Parma.

Le relazioni commerciali e produttive fra le due città erano quindi consuete e stimolavano anche la realizzazione di infrastrutture tese ad agevolare lo scorrere delle merci.

Così se  il 5 luglio 1808 Napoleone Bonaparte dispose la costruzione della strada imperiale di seconda classe, oggi meglio conosciuta come Strada della Cisa, alcuni decenni dopo, nel 1879, un tal Pietro Torrigiani che

Pietro Torrigiani sostenitore di un collegamento ferroviario fra Parma e Pontremoli
Pietro Torrigiani sostenitore di un collegamento ferroviario fra Parma e Pontremoli

veniva eletto contemporaneamente a Langhirano e a Pontremoli, fu il propugnatore di una linea ferroviaria, tesa ad unire le due città. Realizzazione che venne ultimata nel 1894.

Non meno importante di quella sviluppatasi in ambito produttivo e mercantile,è stata l’influenza culturale e artistica.

Se Parma è stata la sede della prima università italiana anche Pontremoli non ha tardato a dotarsi di scuole pubbliche, e dalla città emiliana attinse anche i docenti. Tanto è vero che, come lui stesso lasciò scritto, Seniles ( XVII, 7 )Francesco Petrarca, nel 1341, incontrò a Parma un cieco che a Pontremoli teneva scuola di grammatica.

Nella musica, il violinista Tovagliari Massimo, da Parma si trasferì a Pontremoli ed i fratelli Antonio e Ottavio Tortona continuarono invece a mantenere in entrambe le città il loro laboratorio di costruzione di organi.

Nella pittura dove a Pontremoli, che aveva dato natali

Autoritratto del armigianino
Autoritratto del armigianino

agli avi di Girolamo Francesco Maria Mazzola, detto il Parmigianino, si ebbe in seguito ad avvertire fortemente l’influenza della sua pittura unitamente a quella dell’altro suo contemporaneo Correggio ed al più giovane Giovanni Lanfranco.

In particolare quanto affermato può essere riscontrato nelle opere realizzate dai rappresentanti di quella corrente artistica che va sotto il nome di barocco pontremolese.

Una scuola pittorica ed architettonica che fiorì a Pontremoli, agli inizi del ‘700.

In quell’epoca Pontremoli godeva infatti di una particolare prosperità che induceva chi ne era beneficiato a mostrarne il frutto attraverso la realizzazione di palazzi signorili.

Oratorio di Nostra Donna: eloquente testimonianza del valore degli artisti che hanno dato vita al Barocco Pontremolese
Oratorio di Nostra Donna: eloquente testimonianza del valore degli artisti che hanno dato vita al Barocco Pontremolese

Peraltro gli artisti di questa corrente: i Natali, i Contestabili, i Galeotti, hanno avuto modo di testimoniare la loro arte anche in molti edifici religiosi.

Talchè oggi a Pontremoli esiste una massiccia presenza di capolavori a loro attribuiti che sono elemento di attrazione per i sempre più numerosi visitatori di questa cittadina.

Dal punto di vista storico, infine l’attenzione che i pontremolesi nutrivano nei confronti di Parma, non è mai venuta meno.

Nel 1402 una parte di Pontremoli, quella di Sommoborgo, rifiutò la sottomissione ai Fieschi di Genova e si pose sotto la Signoria dei Rossi di Parma che, non mancò di prestare l’aiuto richiesto attraverso l’invio di un suo esercito.

Nella circostanza il conflitto volse a favore dei genovesi che, dopo un assedio, sconfissero gli avversari, asserragliati nel castello di Grondola, presero prigioniero il loro capo, Pietro Rossi e, conseguentemente, si impadronirono di Pontremoli.

Ma non passò molto tempo che le strade di Parma e Pontremoli tornarono ad incrociarsi.

Nel 1433, entrambe si ritrovarono infatti sotto il dominio dei Visconti, signori di Milano.

Ed ancora successivamente, questa volta sotto dominio francese, si ritrovarono unite dal 1508 al 1512 e poi, sempre sotto dominazione francese, ancora dal 1805 ed il 1814.

Infine nel 1847, Pontremoli, scambiata con Guastalla, da Carlo II di Borbone, entrò a far parte del Ducato di Parma dove rimase fino al 1859 quando i Pontremolesi vollero fortemente unirsi al regno di Sardegna.

Una determinazione non dovuta ad una ostilità nei confronti di Parma.

Molto più semplicemente una inevitabile conseguenza dalla politica vessatoria imposta dai Borboni, che dopo la morte di Maria Luigia, governavano il territorio loro assoggettato imponendo forti tributi che dissipavano in maniera dissoluta, fra lussi e viaggi.

Molti infine sono anche i legami che, instauratisi fra Parma e Pontremoli, hanno avuto benefici effetti in merito ad un aspetto epicureico dell’esistenza: la cucina.

In particolare in un piatto che è diventato simbolo della gioia gastronomina, dell’opulenza, dei giorni di festa: i tordei.

Di erbette, di patate, di carne conditi con ragù o sugo di funghi.

Ricette veicolate ed affinate nel tempo da un movimento di ristoratori che si muovevano e si muovono in entrambe i sensi.

Oggi, ad esempio, questo aspetto a Pontremoli è ben

L'osteria della Luna: locale in Pontremoli e cuoca parmigiana
L’osteria della Luna: locale in Pontremoli e cuoca parmigiana

rappresentato dalla Osteria della Luna.

Gestita da Mara Ravera, già ristoratrice in Parma ed oggi apprezzato luogo di ritrovo per molti dei buoni palati pontremolesi e non solo pontremolesi.

In conclusione quella che lega Pontremoli e Parma è una storia lunga e destinata a durare.

Una storia i cui interpreti non sono solo signori, generali, cuochi e artisti ma anche professionisti

Fra i questi possiamo citarne due, uno per parte: l’avvocato Emilio Baracchini che da Pontremoli si trasferì a Parma lasciando un segno profondo sia come uomo che come professionista e l’architetto Canali che con il progetto del Museo delle Statue Stele ha regalato a Pontremoli un luogo che, per bellezza, ben si inserisce in questa piccola ma affascinante città.

Pontremoli: museo delle statue stele
Pontremoli: museo delle statue stele