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Oratorio di Nostra Donna

Oratorio di Nostra Donna

Oratorio di Nostra Donna: la cupola
Oratorio di Nostra Donna: la cupola

La chiesa di Nostra Donna si trova nel cuore del centro storico di Pontremoli.

Collocata in prossimità del ponte del millennio e di un’altro edificio simbolo della città, la torre di Castelnuovo e da questo, invero, anche un po’ occultata.

Nostra Donna è conosciuta talvolta con la denominazione di chiesa e talaltra come oratorio.

Questo perché è sorta nel 1732 sulle rovine appunto di un oratorio che sei anni prima era stato spazzato via da una piena del fiume Magra, sulla cui sponda sinistra l’edificio insiste .

Questa chiesa, particolarmente cara ai pontremolesi, ha visto all’opera artisti che, all’epoca, godevano di una certa fama.

In particolare due fra i massimi esponenti del barocco pontremolese.

Al primo Giovan Battista Natali, furono affidati gli aspetti relativi alla prospettiva.

Con opere di questo tipo si era già gudagnato una certa fama anche grazie alla duchessa Elisabetta Farnese  che lo aveva indotto a trasferirsi a Parma dove si era fatto apprezzare in più di un’occasione.

Ed all’interno di Nostra Donna ha testimoniato quanto ben riposta fosse la fiducia accordatagli dai pontremolesi.

Le sue sono le quadrature disegnano prospettive profonde creando spazi illusori e ampliando virtualmente gli spazi cui conferiscono un’ariosità che sarebbe loro negata dalla realtà.

Nostra donna attorniata da san Giacomo e san Pietro
Nostra donna attorniata da san Giacomo e san Pietro

Le figure che popolano questi spazi furono invece affidate ad un altro artista locale, Sebastiano Galeotti.

Anch’esso apprezzato a Parma dove aveva decorato diversi palazzi e dove probabilmente aveva già avuto modo di entrare in contatto con un nuovo stile che, partito dalla Francia stava allora influenzando anche i Paesi confinanti: il rococò. Rispetto al barocco, all’epoca imperante in questo teritorio, le linee infatti si ammorbidiscono e i colori si fanno più delicati.

Ad arricchire ancor di più l’interno di Nostra Donna ci sono poi due pale, una dipinta da Alessandro Gherardini e probabilmente recuperata dalla vecchia chiesa, considerando che lo stesso è morto prima che l’attuale Nostra Donna venisse edificata.

Mentre l’altra è di Giuseppe Galeotti, figlio del già citato Sebastiano ed anch’egli inserito all’interno di quella scuola conosciuta sotto il nome di Barocco pontremolese.

Come facilmente desumibile dal nome, l’intera chiesa è dedicata al culto di Maria, che in un progetto coerente, viene esaltata appunto attraverso un sontuoso impianto iconografico.

Una visita a Nostra Donna consente di vedere il bello che l’uomo ha saputo esprimere nell’arte ma anche la necessità di difendersi che lo stesso ha sempre avuto.

Infatti, ricca di capolavori artistici la Chiesa di Nostra Donna, è posta in uno dei due lati di una porta della città, quella di Castelnuovo che consentiva il passaggio sotto un arco gotico, sorvegliato da uomini in arme che presidiavano l’omonima torre di Castelnuovo, detta anche torre di Busticca.

Ponte del millennio, oratorio di Nostra Donna e Torre di Castelnuovo a Pontremoli
Ponte del millennio, oratorio di Nostra Donna e Torre di Castelnuovo a Pontremoli