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Duomo di Pontremoli

Il Duomo di Pontremoli

il Duomo di Pontremoli
il Duomo di Pontremoli

Il Duomo di Pontremoli è collocato all’interno del centro storico in quella che, e non poteva essere altrimenti, si chiama Piazza del Duomo.

Pontremoli: la Madonna del popolo
Pontremoli: la Madonna del popolo

Questa importante chiesa è dedicata alla Madonna del popolo che, scolpita nel legno, nel XIII secolo, in un abito sfarzoso, troneggia con in braccio il bambino, all’interno di una nicchia soprastante l’altare.

Antropomorfizzando l’esistenza di questa chiesa, potremmo dire che, nel tempo, essa ha fatto carriera: da oratorio a cattedrale!

Infatti fino al 1633 lì c’era solo un piccolo oratorio dedicato alla Madonna del popolo.

Ma Pontremoli in quel periodo cresceva in popolazione ed importanza quale nodo di congiunzione fra la pianura padana ed il porto di Livorno che, già al tempo, era un porto mercantile dal quale transitava una grande quantità di merci.

Motivate da questo aspetto, diverse famiglie di mercanti padani avevano stabilito a Pontremoli la loro residenza per beneficiare al meglio dei vantaggi che il suddetto porto offriva, godendo, lo stesso, dei benefici fiscali appartenenti alle zone franche.

Anche all’epoca, come del resto tutt’oggi avviene, chi aveva il denaro desiderava anche rendere visibile la propria opulenza.

Al pari di oggi anche allora il simbolo più vistoso di una vita economicamente fortunata era rappresentato dalla signorilità della abitazione residenziale.

Ed è così che Pontremoli, fra 6 e’700 si è arricchito di numerosi palazzi signorili che ancor oggi fanno del centro storico di questa città un luogo ad alto tasso di bellezza urbanistica.

E poiché tutto è relativo nelle nostre esistenze anche l’edificio ecclesiastico che fino ad allora si era mostrato adeguato ad accogliere i fedeli, per lo più appartenenti alle classi popolari, in tale frangente è apparso inadeguato rispetto agli edifici circostanti. Poco consono, quindi, ad ospitare questa nuova tipologia di fedeli .

Inoltre, in una città fortemente intrisa di senso religioso, a molti appariva intollerabile una situazione in cui la casa del Dio, signore del Cielo e della Terra, appariva ben più modesta di quelle che, intorno ad essa, erano state costruite da uomini che, per quanto ricchi e potenti, lo erano in misure infinitamente inferiori a quella del Creatore.

A tutto ciò si aggiunga che, almeno così cominciarono a credere i pontremolesi, lo stesso Dio sembrava non aver accettato di buon grado lo scarso riguardo che gli era stato riservato e, per dare un segnale in tal senso, nulla aveva fatto per impedire che una terribile pestilenza andasse mietendo numerose vittime in città.

E se sugli altri aspetti si poteva tergiversare quando c’è di mezzo la salute tutto ciò che può contribuire al suo mantenimento deve essere fatto. Senza tergiversazioni e senza risparmio di risorse.

Pertanto nel 1633 il consiglio di Pontremoli che, allora era assoggettato alla religiosissima Spagna, decise di dare alla città una chiesa in grado di ristabilire le architettoniche gerarchie.

Conferirono quindi l’incarico di progettarla all’architetto Alessandro Capra, fornendo precise indicazioni in merito al risultato che intendevano raggiungere: un tempio sontuoso, nobile e capace del popolo quanto sia possibile.

L’oratorio venne abbattuto e la sua stessa sorte fu riservata agli edifici attigui per far posto a quella che, inaugurata nel 1687, diventerà poco dopo una collegiata ed infine nel 1787, grazie a Pio VI assumerà il titolo di cattedrale.

Pontremoli: il duomo
Pontremoli: il duomo

La struttura risponde ai dettami della chiesa post conciliare: una navata unica con cappelle laterali, un breve transetto ed una cupola molto elevata in grado di illuminare l’intero edificio.

Purtroppo sono andati perduti gli affreschi che Francesco Natali, uno dei più capaci artisti della scuola del Barocco Pontremolese, aveva realizzato nella volta e nel transetto sul finire del XVI secolo.

Infatti nell’Ottocento essi furono sostituiti con una serie di stucchi che andarono ad affiancare quelli già realizzati nel coro e nel presbiterio, un secolo prima, conferendo all’insieme un’impronta di quello stile che nato a Parigi, andava rapidamente diffondendosi: il rococò.

Dipinti all'interno del Duomo di Pontremoli
Dipinti all’interno del Duomo di Pontremoli

Peraltro non mancano le opere pittoriche all’interno della chiesa. Per lo più realizzate grazie alle donazioni delle famiglie signorili che se da un lato miravano ad una maggiore indulgenza per i propri peccati dall’altro sembravano contemporaneamente alimentarli.

Infatti a quello che letto in superficie era un lodevole atto di devozione molto spesso non era estranea una volontà di potenza esercitata nei confronti dei propri simili attraverso una palese ed ostentata generosità.

Comunque come ha avuo modo di scrivere Mendeville i vizi privati sono spesso intrecciati con le pubbliche virtù e producono benefici.

Affreschi nel duomo di Pontremoli
Affreschi nel duomo di Pontremoli

Così è stato per Pontremoli che, in questo modo ha visto la propria cattedrale arricchirsi progressivamente di importanti opere realizzate da alcuni di affermati pittori settecenteschi.

Solo per citare le più conosciute: la Nascita della Vergine di Giovanni Domenico Ferretti , la Visitazione di Vincenzo Meucci, lo Sposalizio del Peroni e l’Annunciazione di Giuseppe Bottani.

Infine nel 1881 la facciata assunse l’aspetto che tuttora la contraddistingue, con largo impiego di marmo di Carrara e improntata ad uno stile neo rinascimentale.