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Chiesa di San Francesco

La chiesa di San Francesco

Pontremoli: chiesa di San Francesco
Pontremoli: chiesa di San Francesco

Quella che a Pontremoli è conosciuta come chiesa di San Francesco in realtà è un luogo di culto dedicato ai Santi Giovanni e Colombano.

Due santi che, in questo modo, nel 1913, furono risarciti della distruzione della parrocchia che di loro portava i nomi.

Come detto, però, il risarcimento è risultato essere formale: la tradizione infatti pesa più della diplomazia ed i pontremolesi quando, riferendosi a questa chiesa, non hanno mai smesso di identificarla come la Chiesa di San Francesco.

Ed era inevitabile visto che il riferimento è al Santo più amato in Italia che, in questo caso, è stato anche l’artefice della prima edificazione di questo importante edificio.

San Francesco infatti agli inizi del XIII secolo, giunse a Pontremoli su incarico del vescovo di Luni, Gualtiero II, che era afflitto da un problema invero di carattere più temporale che spirituale.

Quest’ultimo, unitamente al Comune di Pontremoli ed al Marchese Guglielmo Malaspina, con i quali condivideva le entrate derivanti dai dazi imposti in questo tratto di percorso, si era impegnato a mantenere agibile la Via Francigena, che ricadeva appunto all’interno della sua giurisdizione.

Ben presto, però, si scontrò con difficoltà non banali, che rendevano difficile il mantenimento di questo suo impegno.

Infatti, in particolare nelle zone più periferiche, l’unica legge riconosciuta era quella del del più forte.

Taglieggiamenti, furti ed anche qualche omicidio erano abbastanza frequenti e, non di rado, praticati dagli uomini dei signori locali che, certi dell’impunità, infrangevano quell’ordine che avrebbero invece dovuto mantenere.

Dopo un primo vano tentativo teso a normare gli usi, supportato dall’invio di soldati a cavallo, Gualtiero II decise di affidarsi alla forza persuasiva di un predicatore dotato di carisma ed a tal fine si rivolse al più capace.

Ad un uomo la cui fama, in quel tempo, andava rapidamente diffondendosi: San Francesco.

Quest’ultimo, forse anche per rispetto delle gerarchie non rifiutò il suo aiuto e, giunto a Pontremoli, non tardò a mettersi all’opera.

Ma sempre animato dallo spirito che lo contraddistingueva disdegnò le ricche case patrizie.

Si mise invece a predicare l’amore universale, la pace e la fratellanza in mezzo alla gente comune.

A Pontremoli ma anche lungo tutto il percorso francigeno e, in ossequio alla sua missione, percorse chilometri per raggiungere i borghi più sperduti: in Valdantena viene ancora conservata e trasmessa oralmente la memoria di un fatto che, avutolo come protagonista, ai più sembrò miracoloso.

Ma questa è un’altra storia e la trovate qui: San Francesco in Valdantena.

In breve la sua fama si diffuse su tutto il territorio. Sempre più numerosi erano coloro che accorrevano ad ascoltare le sue parole, tal chè si fece pressante l’esigenza di trovare un luogo in cui accoglierli ed avvicinarli anche alla fede in Cristo.

Pertanto, in questa circostanza, supportato dal comune di Pontremoli che mise a disposizione una cospicua somma, il Santo visitò anche le dimore signorili presso le quali raccolse generose offerte mentre da molta gente del popolo ottenne disponibilità a fornire gratuitamente la loro opera.

In tal modo, nel 1219, riuscì a fondare il primo embrione di quella che oggi è conosciuta come la chiesa di San Francesco.

Ed il luogo fu presto amato da tutti i pontremolesi che nella sua realizzazione avevano avuto modo di maturare anche un senso di comunità, di solidarietà, fino ad allora poco praticato.

Un luogo in cui si respirava un’atmosfera mistica ma anche serena.

Un luogo in cui neppure la morte assumeva tratti spaventosi tanto che, come ancor oggi riscontrabile, attraverso le lapidi tutt’ora presenti, nei secoli successivi, fino al XVI, la chiesa ospitò molti pontremolesi che chiesero di esservi sepolti.

E l’affetto che gli abitanti di Pontremoli tributarono a questa chiesa si concretizzò in continue opere di ampliamento ed abbellimento.

L’iniziale semplice edificio, realizzato secondo le indicazioni di San Francesco, venne infatti ampliato nel XV secolo.

Poi nel XVIII secolo quando i Natali, padre e figlio, assursero a grande fama, quali interpreti del barocco Pontremolese, al primo, Giovan Battista, venne commissionato il pronao di accesso mentre al secondo, Francesco, furono affidati gli affreschi della cappella di San Francesco cui se ne accompagnò un’altra dedicata a Sant’Orsola.

Nel tempo poi non è mai venuta meno l’attenzione che i pontremolesi hanno dedicato a questa chiesa.

Dapprima, nel ‘400, venne chiamato un allievo di Donatello, Agostino di Duccio, affinché realizzasse una Madonna con bambino in bassorilievo su di un marmo policromo.

Pontremoli chiesa di S.Francesco: crocifissione opera di Guido Reni
Pontremoli chiesa di S.Francesco: crocifissione opera di Guido Reni

Successivamente, invece si rivolsero a Guido Reni, per un dipinto rappresentate una crocifissione alla presenza di alcuni santi.

Infine a metà ‘700 dopo l’intervento a base di stucchi di due decoratori lombardi, Pietro e Bartolomeo Portogalli, influenzati dal Rococò, Giambettino Cigagnoli rese ancora una volta omaggio al fondatore, San Francesco, realizzando per questa chiesa un’opera nella quale è rappresentato il venerato santo nel momento in cui si accinge a ricevere le stimmate.

Oggi, l’edificio si presenta con un impianto a croce latina, formata da navata centrale, transetto ed abside, più in alto rispetto alle navate laterali.

Oltre alla struttura sostanziale anche il campanile, dotato di una campana, realizzata nel 1321, è quello originale. E all’esterno, davanti all’edificio presenta, in alto sopra ad una colonna, una statua dell’immacolata realizzata nel 1706.

Pontremoli: interno della chiesa di San Francesco
Pontremoli: interno della chiesa di San Francesco